
In Israele lo scrutinio è completato: il blocco di Netanyahu ha ottenuto 53 seggi contro 48 di Eisenkot, senza maggioranza per nessuno schieramento. Netanyahu era risultato in testa già a metà dei voti. I partiti arabi passano da 10 a 18 seggi e possono essere l'ago della bilancia. Sono indicati tre scenari: un nuovo governo Netanyahu, un esecutivo di minoranza o un premier "a tempo". Trump mette pressione per escludere gli estremisti, con l'ipotesi di un esecutivo di unità nazionale. La scelta decisiva spetta a Herzog.
Buone notizie dalla democrazia israeliana: l'affluenza è stata un boom, lo scrutinio completato assegna 53 seggi al blocco Netanyahu contro 48 di Eisenkot, ma nessuna maggioranza. I partiti arabi salgono da 10 a 18 seggi e possono decidere la partita, con la promessa di far sentire la loro voce. Gli scenari aperti — governo Netanyahu, esecutivo di minoranza o premier "a tempo" — e il pressing di Trump per un esecutivo di unità nazionale lasciano spazio a una soluzione stabile e inclusiva.
L'Israele post-voto resta bloccato: scrutinio completato, 53 seggi per il blocco Netanyahu contro 48 di Eisenkot, ma nessuna maggioranza. Dopo una rimonta arrivata a metà scrutinio, il Paese affronta scenari incerti — nuovo governo Netanyahu, esecutivo di minoranza o premier "a tempo" — con la scelta decisiva rimessa a Herzog. Trump esercita pressione per escludere gli estremisti e spunta l'ipotesi di un esecutivo di unità nazionale, ma il quadro resta paralizzato, con gli israeliani che, secondo Eisenkot, non si fidano più di Bibi.
Ancora una volta Netanyahu: 53 seggi contro i 48 di Eisenkot, scrutinio completato e nessuna maggioranza per nessuno. Il Paese è destinato a settimane di stallo tra tre scenari — nuovo governo Bibi, esecutivo di minoranza o premier "a tempo" — con tutto rimesso alla scelta di Herzog. Intanto gli analisti parlano di isolamento politico per Netanyahu e di sfiducia crescente degli israeliani. Serve il pressing di Trump per escludere gli estremisti? Un'avversione che scandalizza.
Sospetto che qui qualcosa non torni. Scrutinio completato: 53 seggi per Netanyahu, 48 per Eisenkot, nessuna maggioranza. A metà dei voti Netanyahu era già davanti, poi il blocco arabo cresce da 10 a 18 seggi e diventa l'ago della bilancia: coincidenze che decideranno il governo. E intanto spunta il pressing di Trump per un esecutivo di unità nazionale. Tre scenari, una scelta rimessa a Herzog, e un premier che, nonostante tutto, non perde mai. Casuale, davvero?
- Guerra Iran-Usa, le notizie in diretta dal Medio Oriente | Farnesina: «Cinque attivisti italiani fermati in Cisgiordania, chiesti chiarimenti». In Israele scrutinio completato, blocco Netanyahu 53 seggi, Eisenkot 48
- Israele, Golan: «Il premier è terrorizzato. Io farò di tutto per arrivare al patto tra le opposizioni»
- Elezioni Israele, scrutinio completato. Adesso è ufficiale, chi ha più seggi
- Israele oltre Netanyahu. La sfida dell’unità nazionale e la partita con l’Iran secondo Molinari
- Israele, il voto senza maggioranza e l'incognita della stabilità regionale
- Le immagini delle operazioni di spoglio dopo il voto in Israele
- Israele, i partiti arabi decideranno la partita? L'analisi di Castellaneta
- I nemici Pro Pal di Netanyahu non ci avevano capito nulla
- Israele, Netanyahu avanti ma senza maggioranza: il rebus del nuovo governo e la scelta decisiva di Herzog
- Ecco lo scenario che si presenta dopo le elezioni in cui nessuno schieramento ha raggiunto la maggioranza
- Nella città araba di Rahat, dove hanno votato quasi tutti: «Abbiamo vinto, ora ascoltino anche la nostra voce»
- Michael Walzer: «Netanyahu? Lo appoggiano molti irriducibili, ma è destinato all’isolamento politico»
- Trump mette Netanyahu alle strette: «Fuori gli estremisti dal governo». Spunta l’ipotesi di un esecutivo di unità nazionale
- Gli antidoti democratici di Israele funzionano. Sarà il dopo Netanyahu? La lettura dell'amb. Mattiolo
- Netanyahu non perde. Pelanda spiega cosa cambia per Iran, Golfo e Ue
- Elezioni Israele, Netanyahu avanti (ma senza maggioranza). E ora? Tutti gli scenari
- Cosa succede ora? Un nuovo governo Netanyahu, un esecutivo di minoranza o premier «a tempo»: i 3 scenari possibili
- Elezioni in Israele e il piano fiscale di John Healey: le notizie del 28 ottobre
- Eisenkot, l'alleanza «impossibile» con gli arabi e quella frase dopo gli exit poll: «Gli israeliani non si fidano più di Bibi»
- «Oy Gevalt, che paura»: così Netanyahu, il premier più longevo e divisivo della storia di Israele, ha messo a segno la rimonta
- Il pressing di Bibi, la spinta degli arabi. In fila fino all’ultimo: è boom di affluenza
- Passano da 10 a 18 seggi: possono essere l’ago della bilancia
- Netanyahu resta o se ne va? Stallo in Israele: cosa può succedere ora
- Israele, colpo di scena: a metà dei voti Netanyahu è davanti
































